LA LIBRERIA DI AMES
LA LIBRERIA DI AMES
Sono felice di presentarvela. Per molti di noi è ormai una realtà imprescindibile su TikTok e IG. Essere segnalati nella sua 'libreria' significa diventare una luce improvvisa in un mare di titoli self, è come se, per un istante, il riflettore fosse puntato solo sul tuo libro. Uno dei problemi più grandi che noi scrittori affrontiamo in questo percorso tortuoso è proprio il bisogno di essere riconosciuti. Ames lo fa con una gentilezza e una fantasia rare, regalandoci lo spazio che meritiamo. Ci fa diventare dei protagonisti immediati in una manciata di secondi e ogni volta il suo reel è diverso, accattivante, misterioso, ironico, simpatico... Riesce a dare a tutti una rappresentazione differente nonostante ci sia sempre lei piccoletta come coprotagonista.
Ecco ora che ve l'ho presentata iniziamo a farle qualche domanda perché sono certa che anche voi vogliate conoscerla meglio
1. Partiamo da quello che incuriosisce di più il tuo nome ... Ho cercato il suo significato. Amès in francese è il plurale di Anime ... Quindi sarebbe "la Libreria delle anime"... Oppure ho trovato ancora sempre in francese, che sarebbe il plurale di amico quindi "La Libreria degli amici"...Ames però ha radici anche nel verbo amare quindi "La Libreria dell'amore"... Comunque sia la tua libreria sembrerebbe essere un posto rassicurante per gli autori self. In quale di queste mie interpretazioni ti identifichi oppure vuoi darne una tua rispettando ovviamente la tua privacy.
Innanzitutto grazie per aver dedicato tempo a cercare il significato del mio nome, è una cosa che mi ha emozionata davvero. Devo dirti che tutte le interpretazioni che hai trovato hanno qualcosa di vero, ma se devo scegliere quelle in cui mi riconosco di più sono sicuramente l’amicizia e l’amore. La Libreria di Ames per me non è solo uno spazio dove si parla di libri, è un luogo dove si creano legami. Gli autori self spesso si sentono soli, insicuri, incompresi, e io ho sempre voluto che qui trovassero una mano tesa, non un giudizio. Amicizia perché credo nella collaborazione più che nella competizione. Amore perché se non ami le storie, le parole, e le persone che le scrivono, questo lavoro non puoi farlo davvero. Quindi sì, forse è proprio questo il senso più autentico, una libreria che nasce dall’amore per i libri e dall’amicizia con chi li crea. E questo, per me, vale più di qualsiasi definizione.
2. Come me hai scelto uno pseudonimo perché?
In realtà non ho scelto uno pseudonimo, Ames è il mio nome. Molti pensano sia un nome d’arte perché è particolare, ma fa parte della mia identità. Forse proprio per questo la Libreria di Ames è così personale, non è un personaggio costruito, non è una strategia di marketing, sono semplicemente io.
3. Quando hai cominciato e perché?
Ho iniziato il 23 luglio 2025, con un’idea molto chiara in testa, dare agli autori emergenti una visibilità che spesso non hanno. Mi sono resa conto che, nella maggior parte dei casi, un libro viene recensito una volta e poi scompare nel flusso dei contenuti. Io volevo fare qualcosa di diverso. Non un post e via, ma un supporto continuo. Per questo nella Libreria di Ames i libri non “passano”, ma restano. Li ripropongo, li faccio girare, li reinserisco nelle storie, nelle vignette, nei contenuti. Perché credo che un autore self abbia bisogno di costanza, non di un’apparizione veloce. È nata così, da un’esigenza concreta e da tanto amore per chi scrive con il cuore.
4. Riceverai tantissime richieste ogni giorno. Qual è la scintilla che ti fa dire: "Sì, questo libro merita un posto nella mia libreria e un video sui miei profili "?
La scintilla nasce parlando con l’autore. Prima del libro guardo la persona che c’è dietro. Quando sento passione, autenticità e amore per ciò che ha scritto, per me è già un sì. Perché nella Libreria di Ames non entrano solo storie, ma le persone che le hanno create.
5. Cosa provi quando un autore ti ringrazia non solo per la visibilità, ma per il modo gentile con cui ti sei dedicata alla sua opera.
Mi emoziono tantissimo. Quando un autore mi ringrazia non solo per la visibilità ma per la delicatezza e l’attenzione che ho messo nel parlare della sua opera, sento che quello che faccio ha davvero un senso. E la cosa più bella è che spesso continuano a cercarmi, a scrivermi, e si percepisce proprio l’affetto sincero. È uno scambio umano, non solo professionale. Ed è questo che mi riempie il cuore.
6. Premesso che non deve essere facile creare un reel per ogni libro...Quanto tempo dedichi a creare la "cornice" giusta per ogni opera letteraria?
In realtà ho una base da cui parto, la mia mini-me cartoon, che utilizzo come struttura iniziale. Poi la modifico con i vari programmi in base al libro, ai contest, alle festività o alle giornate particolari, creando ogni volta una cornice diversa e coerente con l’opera. Non saprei quantificare con precisione il tempo, ma sicuramente dedico diverse ore al giorno a questo progetto, perché voglio che ogni autore si senta valorizzato nel modo giusto.
7. La Libreria di Ames è ormai una realtà consolidata, di quale autore famoso non self vorresti fare il reel?
Se devo scegliere un’autrice non self, direi senza dubbio Jennifer L. Armentrout. Ho amato la saga Lux, mi ha coinvolta tantissimo e mi ha fatta innamorare ancora di più del paranormal romance. Sarebbe bellissimo poter creare un reel dedicato a lei. Perché sì, anche io mi emoziono leggendo. Prima di essere Ames nero social, sono una lettrice che si lascia travolgere dalle storie. E quando un libro mi fa battere il cuore, rimango semplicemente lì… a sentire tutto.
8. Se la tua Libreria fosse un luogo fisico, che profumo avrebbe e che musica si sentirebbe in sottofondo mentre sfogliamo i titoli delle tue autrici e degli scrittori self che segnali?
Se la Libreria di Ames fosse un luogo fisico avrebbe sicuramente il profumo dell’incenso acceso, quello che uso quando leggo per creare un’atmosfera rilassante. In sottofondo ci sarebbe musica indiana, dolce e avvolgente, capace di calmare i pensieri e far entrare davvero dentro le storie. Ma ci sarebbe anche il profumo fresco del pino mugo, perché amo quella sensazione pulita e intensa, e ogni tanto la playlist cambierebbe, un po’ di Irama, un po’ di Ed Sheeran… semplicemente perché piacciono a me, li adoro. Perché la mia libreria è uno spazio autentico, rispecchia i miei gusti, le mie emozioni, il mio modo di vivere le storie.
9. Ames, la tua gentilezza ormai è cosa certa, ma sappiamo che il mondo degli autori , specialmente chi punta tutto su sé stesso, può essere fatto di grandi passioni ma anche di ego spigolosi. Ti è mai capitato un autore "difficile" che ha confuso la tua disponibilità con un obbligo di presentare il libro secondo il suo desiderio?
Sì, mi è capitato. Il mondo degli autori è fatto di passione, e a volte la passione può trasformarsi in fretta o in aspettative troppo rigide. Mi è successo che qualcuno confondesse la mia disponibilità con un obbligo, o pretendesse recensioni e contenuti in tempi molto brevi. In quei casi sono sempre stata chiara, il mio lavoro principale occupa gran parte delle mie giornate e questo progetto nasce dalla passione, non da un compenso. Nessuno mi paga per creare quei contenuti, lo faccio perché ci credo. Se sento pressione o mancanza di rispetto per i miei tempi, preferisco non collaborare. La Libreria di Ames è uno spazio di gentilezza, ma anche di equilibrio e rispetto reciproco.
10. C'è qualcosa che non ti ho chiesto e che vorresti dire?
Sì, c’è una cosa che mi sta molto a cuore. Vorrei parlare a chi pubblicizza o a chi recensisce libri. Le stelline sono opinioni personali, ed è giusto averle, ma dobbiamo ricordarci che dietro ogni libro c’è una persona che ha investito tempo, energie, sacrifici e spesso anche soldi. Una recensione può aiutare a crescere, ma può anche ferire se viene data con superficialità o senza rispetto. Se un libro non incontra i nostri gusti, va benissimo dirlo, ma farlo con equilibrio e consapevolezza è fondamentale. Dare spazio agli autori emergenti significa sostenere il futuro della letteratura. Anche i grandi autori, prima di diventarlo, erano emergenti. Credo che chi comunica libri abbia una responsabilità, quella di essere onesto, sì, ma anche umano.
11.Hai previsto uno sviluppo, un'evoluzione sui tuoi profili social oppure sei contenta del risultato raggiunto e vuoi semplicemente consolidarlo?
Sono felice del percorso fatto finora, ma non mi sento “arrivata”. Il mio obiettivo è riuscire ad aiutare sempre più autori, dare spazio a più storie e far crescere questa realtà. Mi piacerebbe anche creare un piccolo gruppo di persone che condividano la mia visione e possano dedicarsi al progetto insieme a me, trasformandolo in qualcosa di ancora più strutturato e forte. Perché la Libreria di Ames è nata da me, ma potrebbe diventare qualcosa di ancora più grande.
Qualunque sia la strada che sceglierai, noi saremo lì a seguirti, grati per ogni singola volta in cui deciderai di accendere il tuo riflettore su una nuova storia di un autore self.
Vuoi aggiungere qualcosa per finire questa intervista?
Si c’è una cosa che vorrei aggiungere, quando qualcuno commenta che un libro “non è scritto in italiano corretto”, mi viene sempre da sorridere. Non credo siamo tutti professori di grammatica anzi qualcuno parla a sproposito. La perfezione assoluta non esiste, ma l’impegno sì. E prima di giudicare, bisognerebbe ricordarsi che dietro ogni pagina c’è una persona che sta imparando, migliorando e mettendosi in gioco. Io preferisco valorizzare la crescita, non puntare il dito. Perché ci sono storie che arrivano al cuore anche con qualche imperfezione, e a volte sono proprio quelle più vere.
TIKTOK @la libreriadi.ames
Grazie di cuore Ames
Yori
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