Vania Malvestio autrice di "Un amore al profumo di lavanda"
Superrb88 e Yori Bright
intervistano l'autrice di
UN AMORE AL PROFUMO DI LAVANDA
Saga Aigles Noir
VANIA MALVESTIO
Un amore al profumo di lavanda. Aigles Noir. Vol. 1. "Amori, scuola, viaggi e feste sono gli ingredienti principali, perfettamente miscelati, di questo romanzo di Vania Malvestio. La spensieratezza, tipica di quell'età che è l'adolescenza, durante la quale si crede di avere il mondo in mano, è la protagonista principale del racconto in cui la vita può prendere pieghe inaspettate e il sentimento prevalere sulla ragione... Il messaggio è chiaro: tutto ciò che c'è di più bello nella vita va conquistato con tenacia, senza mai arrendersi, comprendendo che non siamo soli, che possiamo sempre contare, oltre che sulle nostre stesse forze, anche su quelle di chi ci circonda e ci vuole bene, senza aver timore di chiedere aiuto. Infine, nonostante i momenti bui, il lieto fine esiste per tutti e ci aspetta". (Lettura critica di Sara Campion)
Benvenuta Vania! Grazie per il tuo tempo. Iniziamo subito a conoscerti meglio...
1. Qual è la tua definizione di scrittrice?
La definizione di scrittrice per me è creatrice di mondi in cui perdersi e autoterapia con l’aiuto di personaggi immaginari.
2. Qual è la critica che ti spaventa di più?
La critica che mi spaventa di più è l’aver scritto un romanzo non all’altezza dell’aspettativa dei lettori/delle lettrici. Che sia scadente, in pratica una storia che non regge.
3.Pensi che sia meglio scrivere in prima o in terza persona?
Anni fa leggevo quasi sempre in terza persona, e ho scritto anche in terza persona, ma poi ho scoperto la prima persona e ho capito che la prediligo nella lettura e amo scriverla. Mi sento di empatizzare molto di più con i personaggi che invento.
4.Riesce a pubblicizzarti come vorresti o hai qualche difficoltà?
Purtroppo non riesco a pubblicizzarmi come vorrei, sia per questioni di tempo perché mi divido tra famiglia, lavoro, scrittura e uscite con le amiche, sia per questioni di sentirmi portata. Cioè, io provo a creare contenuti, ma non sono per nulla costante; non lo sento nelle mie corde. E so che mi penalizza molto, ma molte volte preferisco scrivere piuttosto che ideare contenuti per pubblicizzarmi.
5.Qual è il complimento preferito che hai ricevuto per le tue storie?
Il complimento più bello, senza dubbio, è quando mi dicono che i personaggi che ho scritto, che ho creato, sono autentici, reali. È proprio quello che cerco sempre di fare. Non mi piace scrivere sempre le solite tipologie di personaggi, con il rischio che siano vuoti, o piatti; meglio metterci anche un po’ di vita vera. Tant’è che per alcuni di loro, per creargli un carattere specifico o una storia dietro, intervisto quella determinata amica o quel determinato amico dalla quale voglio prendere ispirazione.
6.Quanto tempo dedichi alla scrittura?
Se sono brava, quasi ogni sera due o tre ore circa; se capitano periodi in cui mi sento stanca, preferisco leggere qualcosa e staccare un po’. In questi casi, ci dedico solo dieci minuti o poco più e non tutti i giorni.
7.Se potessi delegare un solo aspetto da self-publisher a un assistente personale per sempre, quale sarebbe?
Scelta difficile! Tra editor e content creator credo sceglierei il primo. Sarebbe di tantissimo aiuto anziché stressare le mie amiche con i miei brainstorming improvvisati!
8.Hai mai avuto "il classico blocco dello scrittore", se si...cosa hai fatto per superarlo?
Se devo dire la verità, un po’ lo sto affrontando anche adesso. Di nuovo. Perché mi sembra che il romanzo che sto scrivendo, non vada come vorrei. Mi sento affaticata al solo pensiero di scriverlo. Ho paura di annoiare. Quando mi succede, come in questo caso, mi aiutano molto le serie tv con storie d’amore, oppure guardo pezzi di film che conosco a memoria, dove succede qualcosa che mi emoziona tanto, oppure leggo un romanzo e quando scrivo ascolto delle canzoni che mi fanno ritrovare l’ispirazione e la voglia di scrivere.
9. Stai scrivendo in questo periodo?
Sì, anche se con un po’ di difficoltà, vedi risposta nel punto precedente. Sto scrivendo il quarto capitolo della saga degli Aigles Noirs, e poco tempo fa ho terminato il romanzo dello spin-off della saga.
10. Cosa speri che un lettore capisca di te leggendoti senza che tu debba scriverlo?
Spero che di me capisca che voglio aiutare chi mi legge a non commettere certi miei errori, se si trova in quella situazione. Vorrei che capisse che scrivere per me non è solo piacere, non è solo una valvola di sfogo, ma anche un modo per passare dei messaggi al lettore.
Grazie Vania per averci concesso l'intervista.
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Ross & Yori
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